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Perché
l'articolo 18 difende contro i
licenziamenti ingiusti, fatti violando le
norme dei contratti e le leggi. E' un giudice
che riconosce questa violazione del diritto e
rimette al suo posto chi è stato
ingiustamente licenziato.
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Perché
i contratti e le leggi offrono molti motivi
e molte cause per il licenziamento. Se
esso avviene senza causa e senza motivo,
allora vuol dire che le cause e i motivi di
esso non si possono ammettere, non si possono
dire, non sono giusti.
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Perché
la minaccia di essere licenziato in
qualsiasi momento senza causa o motivo
giusto può costringere la lavoratrice e il
lavoratore a rinunciare ad un giusto salario,
alla salute e alla sicurezza del lavoro, e a
tanti diritti.
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Perché
un diritto è davvero tale solo se difende
tutti. Chi oggi ha l'articolo 18 sarà più
sicuro se esso sarà esteso a chi non ce l'ha.
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Perché
da troppo tempo i lavoratori delle aziende
più piccole subiscono la mancanza di una
tutela contro i licenziamenti ingiusti. E
questa ingiustizia non è meno ingiusta solo
perché dura da tanto.
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Perché
oggi le aziende grandi sono sempre meno,
quelle piccole e piccolissime sempre di più.
Sempre più persone rischiano di essere
escluse dalle tutele contro i licenziamenti
ingiusti.
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Perché
spesso sono proprio i lavoratori delle
aziende più piccole ad avere più bisogno
delle difese della legge.
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Perché
oggi sono prima di tutto i giovani che
lavorano senza diritti, con la minaccia
del licenziamento e della precarietà.
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Perché
il lavoro precario e senza diritti
costringe i giovani a non costruire il
futuro, a non fare progetti, a rinunciare a
speranze.
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Perché
non è vero che le aziende vanno meglio se
i lavoratori hanno sempre paura di essere
licenziati. Le aziende migliori sono
quelle dove i lavoratori sono rispettati e
possono far valere i loro diritti.
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Perché
ci sono tante piccole aziende dove già
oggi si applica l'articolo 18 e che non
avranno nulla da temere dalla sua estensione
per legge.
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Perché
invece quelle imprese che si approfittano
dei loro dipendenti avranno finalmente un
freno ai loro abusi. E così non potranno
più fare concorrenza sleale a quelle che
rispettano leggi, contratti e diritti.
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Perché
l'estensione dell'articolo 18 è una
conquista di civiltà che non danneggia
l'economia del paese. Anzi, un paese più
civile è un paese più ricco.
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Perché
la Carta dei diritti dell'Unione europea
prevede tra i diritti fondamentali dei
cittadini europei che ci sia la tutela
contro il licenziamento ingiusto.
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Perché
si stanno varando leggi che aumentano la
precarietà, tolgono diritti al lavoro e
peggiorano l'articolo 18. Il Sì al referendum
le può fermare.
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Perché
c'è chi vuole eliminare l'articolo 18
anche per chi oggi ne usufruisce. E per
questo spera nella sconfitta del Sì al
referendum.
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Perché
se il 16 giugno avrà vinto il Sì tutti i
lavoratori e le lavoratrici saranno un po' più
liberi, e anche i precari, i collaboratori
subordinati, gli interinali potranno avere dei
diritti.
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Perché
un licenziamento ingiusto può capitare a
chiunque. E tutte e tutti possono avere
bisogno dell'articolo 18.