Dichiarazione
della IV Internazionale
MOBILITAZIONE
PER FERMARE LA GUERRA CONTRO IL POPOLO IRACHENO
1.
Nella notte di giovedì 20 marzo i governi
americano e britannico hanno scagliato una
massiccia aggressione contro l´Iraq. Fin dall´inizio,
questa guerra è stata predeterminata dalla
politica americana e dai progetti militari degli
Stati Uniti.
La
IV Internazionale condanna con forza questa
avventura imperialista e chiama alla massima
mobilitazione del movimento mondiale contro la
guerra, che ha già raggiunto un´ampiezza senza
precedenti.
2.
La Gran Bretagna e gli Stati Uniti cercano di
coprirsi con alibi vari: i legami dell´Iraq con
Al Qaeda; le armi irachene di distruzione di
massa; la liberazione del popolo iracheno dal
giogo di Saddam Hussein. Ma sono loro che hanno
riportato Saddam al potere, lo hanno armato e
protetto. Sono stati sempre loro a imporre il
micidiale embargo che ha ucciso milioni di
iracheni, consegnandoli a Saddam.
Nessuno
può dubitare degli scopi reali di questa guerra:
il petrolio, il controllo della zona del Golfo
Arabico, la riorganizzazione del mondo in base
agli interessi dell´imperialismo americano e
delle sue multinazionali.
3.
Il
tentativo di nascondere i reali scopi della guerra
dietro la foglia di fico di una risoluzione
dell´Onu è fallito miseramente. Alla testa dei
mercanti di guerra, Bush e Blair non sono riusciti
a ottenere una maggioranza formale al Consiglio di
Sicurezza dell´Onu. Sotto la pressione della
sollevazione di massa contro la guerra su scala
mondiale il 15 febbraio, le contraddizioni
interimperialistiche - tra gli Stati Uniti, da un
lato, e la Francia e la Germania, principali
potenze dell´Unione Europea, dall´altro lato
-come anche la corruzione, non sono riuscite a
creare una maggioranza a favore della guerra nel
Consiglio di Sicurezza dell´Onu, e la Francia ha
"osato"avvalersi del proprio diritto di
veto. La cinica proposta di Bush di dare vita a un
nuovo Stato per i Palestinesi, spacciata per
fattibile, è stata solo un tentativo di sviare
l´attenzione.
Alla
fine, la risoluzione è stata ritirata. Si è
trattato di una schiacciante sconfitta diplomatica
per gli Stati Uniti. Se il tempo dedicato al
dibattito dell´Onu non ha frenato i preparativi
militari di guerra, ha tuttavia cambiato le
condizioni politiche in cui si svolge questa
guerra: essa appare immediatamente inaccettabile,
con o senza l´approvazione dell´Onu.
4.
I
preparativi di guerra, indipendentemente
dall´esito finale, hanno determinato profondi
mutamenti della situazione politica, a breve e a
lungo termine.
Si è
avuta la misura della reale portata della
supremazia statunitense, evidenziando la
contraddizione di fondo tra il predominio militare
degli Usa e i limiti del loro controllo politico.
L´Onu ne è uscita provata e la Nato è stata
aggirata. Si è intaccata la struttura stessa
delle istituzioni internazionali. I rapporti
transatlantici, pietra angolare del sistema
imperialista mondiale, sono sotto tensione. Sono
in corso riallineamenti importanti in seno
all´Unione Europea. La sua paralisi attuale
preannuncia una crisi politica di rilievo, che
spingerà le classi dominanti europee a chiarire
la loro strategia.
In
numerosi paesi il movimento contro la guerra
otterrà un forte impatto sui governi, i
parlamenti, i partiti politici. Si preannuncia una
profonda riorganizzazione dei movimenti operaio e
sociali, di cui la divisione senza precedenti nel
Labour Party rappresenta l´esempio più
clamoroso.
5.
La IV Internazionale invita il movimento
antiguerra a raddoppiare la propria resistenza e a
preparare un´altra giornata di iniziativa
mondiale. Noi sosteniamo le proposte del movimento
sindacale europeo, internazionale e nazionale, di
preparare lo sciopero contro la guerra e di
scendere in piazza; e sosteniamo quelle degli
studenti di occupare scuole e università, di
discutere sulla guerra, scendere in piazza e
rivolgersi all´insieme della popolazione.
Bush
e Blair scommettono sullo scenario per loro più
favorevole: una rapida vittoria militare e
un´accoglienza favorevole a Bagdad. Ma non è
possibile prevedere l´esito della guerra. Essi
beneficiano di un ristretto appoggio politico:
sono isolati. Noi no! I nostri obiettivi
rimangono: Fermare la guerra! Ritiro delle truppe
imperialiste americane, britanniche e australiane
dal Golfo!
6.
Venti anni di neoliberismo e lo sviluppo del
capitalismo globale costituiscono le radici di
questa guerra. Il neoliberismo ha portato alla
guerra. E, se non reagiamo, la guerra porterà a
una politica neoliberista ancora più aggressiva.
Le classi dominanti intenderanno farci pagare
questa guerra e le guerre future. Su questo
obiettivo le classi dominanti - Bush e Blair come
Chirac e Schröder, chi è alla testa della guerra
in corso come chi è "per la pace" -
sono assolutamente d´accordo. Per questo la
nostra lotta contro la guerra è indissolubilmente
legata a una poderosa mobilitazione degli
sfruttati e degli oppressi contro il capitalismo e
l´imperialismo.
La
guerra suscita anche una nuova ascesa del
movimento "per un altro mondo" e
anticapitalista, sottolinenando ulteriormente
l´importanza dei Forum sociali mondiale e
regionali. Il futuro è lì. La riorganizzazione e
l´unificazione delle forze della sinistra e
antimperialiste è all´ordine del giorno. Vanno
costruiti nuovi partiti anticapitalisti alla
sinistra della socialdemocrazia ovunque sia
possibile.
Un
altro mondo è possibile, una nuova sinistra è
necessaria!