
Discorso
di insediamento di M. Rossetto, ministro della Riforma
agraria del governo Lula (2/01/2003)
"LA RIFORMA AGRARIA NON E´ UN PROBLEMA, MA
UNA SOLUZIONE"
Buona sera a tutti, saluti a sua eccellenza il
ministro José Abrão, che lascia ora il ministero, e
alla sua squadra. Intendo riconoscere qui
pubblicamente la forma corretta e democratica con cui
realizziamo questo processo di transizione. Un saluto
al ministro delle Città, Olivio Dutra, che ci onora
della sua presenza. Saluti a tutti/e i senatori e le
senatrici che sono qui con noi. Un abbraccio forte
alla senatrice Ana Júlia, del Pará, che collaborerà
sicuramente, e molto, al lavoro che stiamo avviando a
partire da questo momento. Saluti a tutti/e i/le
deputati/e federali presenti, a quelli/e nazionali, ai
prefetti, agli assessori che da tempo ci accompagnano
in questa lunga traiettoria di lotta.
Saluti a tutti i rappresentanti del Consiglio
nazionale di Sviluppo rurale e sostenibile presenti.
Un saluto a tutte le direzioni contadine, a tutte le
direzione dei lavoratori rurali. Un saluto molto
rispettoso e molto forte ai dirigenti della Contag,
del Mst, delle Federazioni dei lavoratori rurali della
Cut, di tutte le organizzazioni che da tempo lottano e
sostengono la speranza del popolo dei lavoratori delle
campagne. Un saluto forte e rispettoso e un grazie per
essere qui presenti. Un saluto a tutti i miei compagni
e alle mie compagne che da tempo hanno collaborato a
questa grande giornata di trasformazione del paese, a
questa grandiosa giornata di costruzione di un paese
con sempre maggiore giustizia sociale, democrazia,
libertà. Un abbraccio affettuoso a tutta la mia
famiglia qui presente. Voglio anche fare un cenno
molto speciale alla mia amica Maria da Conceição
Tavares, compagna, maestra, che mi ha un giorno
permesso i chiamarla "Duchessa rossa".
Il paese ha compiuto la scelta del cambiamento. Come
dice sempre il nostro presidente Lula, il paese
sceglierà il cambiamento con un indirizzo
rigorosamente chiaro. Il paese che tutti noi ci
impegniamo a cambiare, un paese che ha lottato e
continua a lottare per la trasformazione democratica
di questo Stato, per riuscire a costruire un modello
di sviluppo economico e sociale rispettoso di tutti,
che garantisca i diritti civili fondamentali , ancora
negati agli albori del XXI secolo a milioni e milioni
di uomini e donne.
Il paese che cambia, si trasforma a partire da una
ferrea volontà, dall´enorme determinazione di un
popolo che vuole essere rispettato, vuol costruire un
nuovo paese e trasformarlo in una nazione giusta,
sovrana e democratica, che sappia rispettare tutti.
Questo paese che vuole trasformarsi ha scelto un nuovo
progetto di sviluppo economico, sociale e politico.
Sono orgogliosissimo per l´enorme fiducia concessami
dal presidente Lula nominandomi ministro dello
Sviluppo agricolo del paese. Tutti noi che componiamo
la squadra di governo sappiamo di avere enormi
responsabilità. Sappiamo quanto grandiosi siano i
nostri compiti, se confrontati con l´enorme speranza,
la resistenza e la storica e secolare lotta del popolo
brasiliani.
Dobbiamo batterci per un paese che sia in grado di
rispettare la cultura produttiva del nostro popolo,
nelle sue varie articolazioni e differenziazioni
regionali, che rappresentano il modello produttivo del
paese. Ci impegniamo a potenziare e a stimolare la
cultura associativa, cooperativa, tramite moderni
strumenti di cooperazione in grado di stimolare l´autorganizzazione
positiva dei nostri produttori e agricoltori.
Dobbiamo capire che gli uomini e le donne delle
campagne, che producono i nostri beni alimentari, sono
portatori di fondamentali diritti, diritti di civiltà.
Nostro compito, compito del governo, è garantire che
tutti/e abbiano diritto a un´abitazione dignitosa,
alla saluta e a una scuola di qualità.; il diritto di
accedere al valore essenziale e civile di imparare a
leggere e a scrivere.; il diritto al tempo libero e
quello di condividere con le proprie comunità un
progetto di futuro democraticamente costruito a
partire da cittadini protagonisti e artefici della
propria storia.
La concezione per cui abbiamo la responsabilità e il
dovere di estendere a tutte le famiglie questi
fondamentali diritti e il dovere strategico di
concretizzare un nuovo progetto di sviluppo nazionale
articolato, in grado di creare lavoro, occupazione e
reddito per tutti, ci porterà a dialogare con i
milioni e milione di persone che hanno proprietà
nelle campagne e che stanno sul punto di abbandonarle,
avendo come unica prospettiva di futuro le grandi
favelas e la violenza urbana.
Lavoreremo su questa impostazione strategica e in
quest´ottica la riforma agraria nel paese si impone
vasta e massiccia. Abbiamo sostenuto e intendiamo
riaffermarlo: per noi che sosteniamo un progetto di
sviluppo rispettoso del popolo, che trasformi
democraticamente proprietà e reddito, costruisca una
diversa prospettiva di un futuro non escludente, la
riforma agraria non è un problema, ma è la soluzione
per questo paese.ùLa riforma agraria, come indica il
presidente Lula, sarà lo strumento per assicurare l´accesso
alla terra per chi la lavora. Non solo per un motivo
sociale, ma perché le campagne brasiliane producano
di più e forniscano maggiore alimento per la mensa di
tutti.
In forza dell´impegno di noi tutti, la campagna non
può essere e non sarà uno spazio di violenza, uno
spazio di morte; dovrà essere e sarà uno spazio di
vita, uno spazio di gioia, uno spazio di futuro per i
milioni e milioni di persone che vivono nelle campagne
brasiliane.
Immaginare una riforma agraria in un paese che dispone
di tante terre incolte e di tanta gente che vuole
lavorare e produrre ci richiede la capacità di
rispondere con determinazione, con politiche di
emergenza e politiche strutturali, e in questo senso
lavoreremo. Un lavoro che si articolerà a partire
dalla collaborazione tra ministeri e che apparterrà
all´intero governo. Una riforma agraria che non solo
sia in grado di trasformare democraticamente l´accesso
alla terra, ma offra a questi insediamenti, agli
esclusi che vengono reinseriti e che recuperano il
loro diritto alla terra, tutte le condizioni per
produrre e disporre di una qualità della vita
dignitosa. Se è importante riconoscere i dati
relativi agli insediamenti, altrettanto lo sarà la
qualità di questi e il rispetto dei/delle
lavoratori/lavoratrici delle campagne.
Dobbiamo percorrere un lungo cammino, per consolidare
gli insediamenti già esistenti e costruirne di nuovi.
C´è una priorità, da tutti noi chiaramente
individuata: sono le migliaia e migliaia di famiglie
che vivono oggi in condizioni assolutamente precarie,
a rischio, al bordo delle strade. E l´impegno che
orienterà una politica di insediamento di carattere
emergenziale e urgente sarà quello i garantire a
queste famiglie un pezzo di terra decente e condizioni
dignitose di sopravvivenza fin d´ora.
Noi tutti che dedichiamo una parte importante della
nostra vita alla costruzione della democrazia nel
nostro paese, noi che riconosciamo il valore di uno
Stato democratico di diritto, che facciamo riferimento
a un´idea forte di nazione, sappiamo che nessun paese
si trasforma in una nazione forte, sovrana, se
abbandona tanti e tante.
Non è possibile realizzare il compito e la missione
che abbiamo se non abbiamo la capacità enorme,
gigantesca, di reinserire l´intera popolazione
agricola. Faremo la riforma agraria in forma positiva.
Nostro impegno è il recupero del valore ambientale e
positivo di un progetto di riforma agraria e di
valorizzazione dell´agricoltura familiare. E
realizzeremo questo impegno a partire da un largo
appello alla mobilitazione sociale, dialogheremo con
governatori, prefetti, con tutti i movimenti sociali,
con tutti i settori della società brasiliana che si
rendono conto e sono disposti a collaborare al grande
processo di trasformazione civile del Brasile, in
particolare delle nostre campagne.
Stiamo approfondendo la democrazia e stiamo svolgendo
la missione di fornire basi materiali e sostanza al
valore della democrazia stessa. Per questo, è sempre
più importante darci un´idea di Repubblica.
Costruiamo concezioni strategiche di rapporti della
società civile con i governi e con lo Stato.
Costruiamo i rapporti e le concezioni di autonomia, di
indipendenza, che individuano e distinguono dinamiche
politiche e movimenti sociali, governi e complesso
degli organismi statali. E´ vero che i governi non
devono essere tutelati dai movimenti sociali: ma se
questo è vero, è vero anche non è compito di un
governo all´interno di uno Stato democratico di
diritto soffocare la capacità di mobilitazione dei
movimenti sociali.
La democrazia che vogliamo, la Repubblica che abbiamo
conquistato, gode della presenza popolare, gode, vive
e si rafforza grazie alla cittadinanza attiva. La
ricostruzione del paese ha alla base l´enorme capacità
di mobilitazione, questa enorme capacità di guardare
all´interno del Brasile, di dar vita ai più ampi e
ai migliori spazi di partecipazione popolare e civica,
di riconoscere costantemente che esistono nomi, volti,
allegrie, tristezze e sofferenze; esiste un popolo che
vuole essere e sarà rispettato da noi tutti.
Voglio rendere un omaggio particolare ai lavoratori,
ai dipendenti del MdA [Ministero dell´Agrcoltura], ai
dipendenti dell´Incra [Istituto nazionale di
colonizzazione e riforma agraria]. Tutti voi verrete
particolarmente rispettati dal nostro governo.
Valorizzeremo, qualificheremo il lavoro e la dedizione
che già state dimostrando. Sappiate soprattutto che l´Incra
avrà il ruolo che gli spetta nella storia e continuerà
ad essere lo strumento fondamentale della riforma
agraria del paese.
C´è una grande speranza, volontà e capacità di
mobilitazione che ci affascina, ci dà energia, e
tutti siamo coscienti della natura grandiosa dei
nostri compiti. Abbiamo la necessità di compiere
salti in avanti. Il Brasile che fa il suo ingresso nel
XXI secolo è un Brasile che deve lasciarsi
definitivamente alle spalle i secoli XVIII e XIX,
soprattutto per quanto riguarda le campagne del nostro
paese.
Ci attende un arduo compito di ammodernamento
fondiario, di ammodernamento agrario, di
ammodernamento agricolo. Sappiamo tutti che è
possibile. Rientra nella nostra strategia compiere
insieme ogni sforzo per consolidare l´agricoltura
familiare, da cui dipendono la nostra economia
agricola, le esportazioni, l´imprenditoria. Il
Brasile ha bisogno di produrre sempre più e di
trovare un nuovo modo di valorizzare la nostra
struttura, un modello agricolo ed agrario che
rappresenta nelle nostre intenzioni lo strumento
fondamentale per l´inserimento sociale.
Vorrei, infine, rendere omaggio a tutti i combattenti
sociali del paese, a tutti coloro che nei momenti più
difficili hanno sempre tenuto alta la bandiera della
riforma agraria e di un modello agricolo decentrato e
che vedono nell´agricoltura familiare lo spazio per l´affermazione
di un progetto di sviluppo nazionale solidale,
sostenibile e sovrano.
Che tutti noi, ciascuno con la propria responsabilità,
siamo in grado di onorare l´enorme e legittima
aspettativa del popolo brasiliano! Che tutti noi qui
presenti, che tutti i lavoratori dell´Incra, del MdA
e quanti hanno dedicato la propria vita all´idea
generosa della riforma agraria e al nostro modello
agricolo possiamo essere capaci di collaborare con
tutte le nostre energie, con la nostra enorme capacità
di lavoro, con tutti i nostri talenti, tutti i nostri
impegni, con questa enorme responsabilità che il
presidente Lula ha assunto a partire da ieri!
Che possiamo avere la capacità, l´energia, l´allegria
e la disponibilità alla collaborazione, nel nostro
ambito di lavoro, con grande slancio volontario
democratico, civile, di trasformazione solidale che
abbiamo cominciato a vivere a partire da ieri, a
partire da quanto ci ha richiesto il presidente Lula.
Un grande abbraccio a tutti voi, un ringraziamento
particolare per la vostra presenza qui, che ci infonde
energia, ci affida responsabilità, ma ci offre anche
fiducia e speranza che saremo capaci di tenere fede al
nostro impegno.
Un ringraziamento molto affettuoso alla mia famiglia,
a Malu, a Dudu, a Tomás, a Pedro e a Marina che
stanno dormendo. Probabilmente il discorso è stato
lungo e noioso, e hanno già sentito a casa le mie
parole. Grazie, grazie all´intera squadra. Viva il
nostro paese, viva il popolo delle campagne. Un
abbraccio.
Miguel Rossetto ha l´appoggio del Movimento dei Sem
Terra e promuove una Consulta sulla Riforma Agraria
(da O globo. 3 gennaio 2003)
Il ministro per lo Sviluppo agricolo, Miguel Rossetto,
ha annunciato che darà vita a una Consulta per
conoscere il numero effettivo dei residenti nel paese.
Secondo il ministro, la popolazione deve conoscere che
cosa abbia fatto nel campo della riforma agraria il
governo di Fernando Henrique Cardoso e la società ha
diritto a un´informazione corretta. La Consulta
porterà comunque avanti l´infrastrutturazione degli
insediamenti. Parlando nel suo gabinetto dopo la
riunione ministeriale di venerdì, Rossetto, esponente
della sinistra del PT al governo, ha detto che i suoi
atti avranno come obiettivo l´inserimento sociale, e
ha affermato: "La riforma agraria non è un
problema, è la soluzione"
Evandro
Eboli - Che cosa pensa del documento del gruppo di
lavoro di transizione sulla riforma agraria?
Rossetto - Debbo ancora fare un bilancio, con il
necessario rigore, del complesso di quelle
informazioni. Debbo verificare con le informazioni che
ricevo dai vari Stati. Intendo soprattutto valutare le
informazioni nelle aree di agricoltura familiare e
riforma agraria.
D. - Quali sono le priorità nel suo ministero?
R. - La sfida e l´espansione di un modello che parta
dall´agricoltura familiare, sulla base di una
migliore distribuzione di reddito e proprietà. La
sfida è quella di trasformare i 4,5 milioni di
famiglie di piccoli proprietari nella base strategica
dello sviluppo. C´è, da parte della popolazione
delle campagne, una grande attesa di lavorare, di
produrre. Dobbiamo superare le difficoltà brutali che
esse affrontano e potenziare il settore, consentendo l´accesso
al credito, all´assistenza tecnica e alla
commercializzazione. Dobbiamo affrontare la
grande sfida di garantire l´accesso delle famiglie
che non hanno terra e che vivono in condizioni di
assoluta precarietà ai margini delle strade.
D. - Il governo Cardoso ha dichiarato di avere
insediato 600.000 famiglie e fatto la riforma agraria
migliore del mondo. Lei intende rivedere questi dati?
R. - Certamente. Intendiamo verificare le cifre. E´
importante che la popolazione sappia che cosa si è
fatto. Dobbiamo disporre di dati solidi e la società
brasiliana ha il diritto di disporre di una
informazione corretta, democraticamente. Intendiamo
rendere disponibili tutte le informazioni nel giro di
30 giorni. Naturalmente si utilizzeranno strumenti
come la Consulta.
D. - Che obiettivo avrà?
R. - Sono i dati che ne usciranno quelli che
orienteranno le nostre politiche pubbliche. La
preoccupazione centrale è disporre di una
informazione che ritragga la realtà. Questo
organizza, dà valore di urgenza e priorità nella
direttrice di lavoro. Cerchiamo un complesso di
informazioni che ritragga nel modo più corretto
possibile questa realtà. Non si tratta di una
semplice discussione sul "si è fatto, non si è
fatto". Cercheremo informazioni su tutti i
progetti del ministero. Il numero dei residenti, le
loro condizioni di vita, se hanno abitazione, energia
elettrica, acqua, scuola, sanità, tempo libero e
capacità produttiva. Oltre a progetti di credito
rurale e credito fondiario.
D. - Il presidente Lula vuole che tutti i ministeri
operino nell´attuazione del Programma "Fame
zero". Lei come collaborerà?
R. - Riducendo la fame nelle campagne. Collaboreremo
garantendo condizioni di inserimento sociale e di
lavoro per chi vuole lavorare; creando le condizioni
per una sopravvivenza dignitosa e produttiva. C´è
uno spazio enorme di incremento della produzione a
partire dall´agricoltura familiare. Si tratta di un
balzo in avanti che potrà contribuire molto alla
ricostruzione nazionale e alla lotta contro la fame.
Non v´è dubbio che il popolo va rispettato e che ha
grande voglia di lavorare. E produrrà alimenti di
qualità per l´insieme della società brasiliana.
D. - Nel suo discorso di insediamento ha detto che il
governo non verrà tutelato dai movimenti sociali e
che non li soffocherà. Come sarà questo rapporto con
i movimenti, specie con l´MST?
R. - Stabiliremo un rapporto di rispetto con tutti i
movimenti contadini, si tratti dell´MST, di Contag o
delle federazioni. C´è un sentire democratico della
società. Dialogheremo con tutte le organizzazioni che
presentano domande sulla terra, come i quilombos
[schiavi fuggiti e rifugiatisi nelle foreste] o gli
indigeni. Lavoreremo intensamente con questi
movimenti. La nostra visione del mutamento consiste
nella convinzione che la campagna debba cessare di
costituire uno spazio di violenza e di morte per
diventare spazio di vita e di pace, con giustizia e
lavoro. Dobbiamo superare problemi fondiari secolari e
assimilare un modo di sentire positivo. La riforma
agraria non è un problema, ma una soluzione rispetto
all´esclusione e alla necessità di ampliamento della
produzione, e di miglioramento della sua qualità.
Implica risorse per le comunità ed è un fattore di
sviluppo.
D. - I principali dirigenti del MST hanno elogiato il
suo discorso. Che significa avviare la sua gestione
con l´appoggio dell´MST?
R. - Considero con piacere i giudizi espressi non solo
dall´MST ma da tutti i dirigenti contadini.
D. -Che cosa pensa della misura provvisoria che ha
escluso le terre occupate dal processo di riforma
agraria?
R. - Ho richiesto una verifica di tutte le misure per
sapere se siano o meno illegali. Verificherà, è
entro un tempo adeguato caldeggeremo una presa di
posizione del presidente Lula. Non ho la pretesa di
incentrare il lavoro a partire da questo dibattito.
Abbiamo una lunga agenda da affrontare, che comprende
anche l´occupazione indebita di terre nel paese. Il
progetto di riforma agraria e di agricoltura familiare
è un progetto di interesse nazionale. Intendo
adeguare la legislazione a partire da questo. Non
voglio ancora esprimermi sulla Misura Provvisoria.
D. - L´MST chiede l´inclusione degli insediati e
accampati in "Fame zero". Lei è d´accordo?
R. - Certo. L´idea di "Fame zero" è quella
di articolare le capacità di mobilitazione nazionale
per rispondere alla fame e, al tempo stesso, per
creare le condizioni di un nuovo ciclo di sviluppo.
Intendiamo creare una base per sostenere il progetto
di sviluppo stabile.
D. - Visto che lei fa parte di Democrazia Socialista,
l´ala radicale del PT, ritiene che la sua nomina sia
stato un modo per moderare e inserire questo settore?
R. - Pensare una cosa del genere significa essere poco
generoso nei confronti del presidente Lula, del PT e
dei movimenti sociali. Devo ringraziare il presidente
Lula per la fiducia dimostratami. Non si tratta di
moderare o meno. Il governo è portatore di un
programma di cambiamento. Il Brasile vuole cambiare.
Miguel Rossetto promuove un´ampia mobilitazione
sociale per lo sviluppo della Riforma agraria
(da O Estrado de São Paulo, 3 gennaio 2003)
Il nuovo ministro promette una politica non violenta e
favorevole alla mobilitazione sociale in favore della
riforma agraria.
Il nuovo ministro dello Sviluppo agricolo, Miguel
Rossetto, si è insediato ieri dicendo che non sarà
tutelato dai movimenti sociali ma che non soffocherà
neppure alcuna manifestazione in favore della Riforma
agraria.
Vicegovernatore del Rio Grande do Sul negli ultimi
quattro anni, quando il governo dello Stato di São
Paulo fu accusato dai grandi proprietari agricoli di
non essere intervenuto di fronte alle occupazioni del
Movimento dei Sem Terra, Rossetto ha promesso una
politica non violenta, facendo un ampio appello alla
mobilitazione sociale per la riforma agraria.
"Abbiamo 4,5 milioni di famiglie contadine che
vogliono lavorare e produrre". "Vogliamo
realizzare la riforma agraria a un ritmo
adeguato", ha sostenuto il nuovo ministro,
promettendo priorità all´insediamento di 80.000
famiglie di sem-terra accampate in condizioni precarie
in tutto il paese: "E´ vero che i governi non
devono essere tutelati dai movimenti sociali, ma è
anche vero che compito del governo non è soffocare
questi movimenti".
Il discorso di Rossetto, unico esponente dell´ala
sinistra del PT nel ministero del presidente Luiz Inácio
da Siulva, è stato bene accolto dai dirigenti dell´MST
presenti alla cerimonia di insediamento. Gilmar Mauro
ha commentato: "Se il discorso del ministro
venisse integralmente applicato, non avremmo più
bisogno di occupare edifici pubblici, e si
eviterebbero molti conflitti nelle campagne.
A prescindere dall´ottimismo dimostrato, l´esponente
dell´MST ha detto che il movimento non si alimenta di
discorsi e deve presentare entro breve la sua lista di
rivendicazioni al nuovo ministro, quali l´insediamento
immediato di 80.000 famiglie accampate in condizioni
precarie in tutto il paese e la revisione delle misure
autoritarie del precedente governo, ad esempio quella
provvisoria che esclude dal programma di riforma
agraria chi prende parte ad occupazioni e dissoda
terre incolte per espropriarle.
Rossetto ha evitato i anticipare qualsiasi posizione
su questo, dichiarando che deve compiere entro il
prossimo mese una valutazione rigorosa di tutti i
programmi e le misure adottate dal governo Cardoso, ma
i suoi assessori informano che la Misura Provvisoria
andrà rivista dopo adeguata discussione. Il ministro
deve anche promuovere una profonda revisione dei
programmi disponibili di credito fondiario e agricolo,
inserendo due nuove attribuzioni: l´assistenza
tecnica del Ministero dell´Agricoltura e l´infrastruttura
idrica, dello Sviluppo Regionale.
Anche uno studio tecnico dell´Incra in fase di
conclusione va utilizzato dal ministro per rivedere
gli indici di valutazione della produttività o meno
di una proprietà. Quelli attuali risalgono al 1973 e
sono ormai superati dalle innovazioni tecnologiche, ma
anche così essi suscitano polemiche fra gli
imprenditori agricoli, specie del Sud del paese, dove
le cifre sono più basse.
Rossetto ha reso pubblico ieri il nome del suo
segretario esecutivo, l´economista Guilherme Cassel,
suo ex capo di gabinetto nel governo federale, ma la
squadra al completo non è ancora stata formata. L´indicazione
del presidente dell´Incra si sta discutendo con Lula
e l´obiettivo è che essa abbia l´avallo dei
dirigenti dell´MST.
Il ministro ha promesso inoltre di recuperare il
valore tradizionale dell´Incra e di trasformare l´agricoltura
familiare in strumento non solo di giustizia sociale,
ma di promozione di un ulteriore balzo in avanti della
produzione agricola brasiliana.
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Segnaliamo anche la recensione di Angelo d´Orsi
al libro di Livio Maitan, uscita su "La
Stampa" il 10/1/03)
La Sinistra raccontata da un "minoritario"
Il nome di Livio Maitan probabilmente non dice molto
ad un pubblico ampio; ma si tratta di un
"personaggio", nel senso buono, che con la
sua esistenza - giunta ormai vicina agli Ottanta - ha
segnato una buona fetta della storia della sinistra
italiana, con le sue ansie di cambiamento, le infinite
divisioni, le battaglie, le vittorie e le sconfitte.
Perciò, raccontando la propria vita, Maitan ci narra
la vicenda dei partiti, delle frazioni, delle correnti
che dal '43-45 ad oggi hanno costituito la trama
complessa, fino all'inestricabilità, di
un'opposizione che quasi mai - tranne che in brevi
momenti o a livello locale - è riuscita a diventare
forza di governo. In particolare, Maitan rappresenta,
per vocazione forse ancor prima che per convinzione,
un "minoritario", uomo dalle scelte
difficili, controcorrente, che non ha mai cercato
facili "compatibilità" non solo con gli
avversari politici, ma nemmeno con gli amici e i
compagni. Questa è la sua forza e, inevitabilmente,
la sua debolezza. Del resto, a dispetto della sua
pluridecennale attività politica, Maitan non è e non
è mai stato un politico di professione; è piuttosto
un intellettuale, anzi, se vogliamo usare la categoria
gramsciana, un intellettuale organico: organicamente
legato al movimento operaio e specialmente a una sua
fetta, quella che si richiama a Trotsky, che proprio
Maitan ha fatto conoscere forse più di ogni altro. In
nome di Trotsky Maitan ha combattuto battaglie in seno
alla pattuglia dei socialisti rivoluzionari europei
(centrale nell'asse ideologico del trotskismo è la
dimensione europea e sovranazionale in genere),
denunciando senza infingimenti i crimini dello
stalinismo, le debolezze e le contraddizioni dei
comunisti e socialisti che tardavano a
"scoprirli". Emblematica la battaglia
solitaria di Maitan e dei suoi volta a una presa di
distanza dalla Cina di Mao, quando pressoché tutta la
sinistra italiana ed europea era (o si dichiarava),
almeno un po', maoista. Sfilano in queste pagine
appassionate, anche se non sempre limpide, centinaia
di protagonisti e di semplici gregari della lunga
marcia di una sinistra rimasta ai margini del potere;
Nenni e Togliatti, Berlinguer e Occhetto, Libertini e
Garavini, il Gruppo del Manifesto, Lelio Basso e
Vittorio Foa. Compaiono altresì diversi intellettuali
"disorganici", da Calvino a Dario Fo; e
decine di sigle di movimenti e partiti di
quell'arcipelago tormentato e rissoso delle sinistre
(plurali) italiane. Al punto che non sempre il lettore
riesce a tenere in mano il bandolo di un'intricata
matassa; c'è posto naturalmente anche per i
transfughi, passati non solo da una sinistra estrema a
una moderata, ma addirittura al "nemico". Ma
tanto nella rievocazione del passato, quanto
nell'analisi del presente Maitan - come riconosce
Fausto Bertinotti, nell'Introduzione - non fa sconti a
nessuno: compresa Rifondazione Comunista, cui Maitan
è infine approdato, ma sempre su posizioni
minoritarie, intransigenti, ferme su quelle che
qualcuno potrebbe chiamare, storcendo il naso o con
ammirazione, "questioni di principio".
(Lo stesso giorno è uscita una recensione allo stesso
libro scritta da A. Illuminati su "il
manifesto").
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Informazioni su prossime uscite librarie.
Diversi lettori di BaRoNews hanno chiesto dettagli
sulla pubblicazione del libro di Gianni Rigacci sull´economia:
non è ancora stato definito l´editore. Il libro di
Antonio Moscato sull´Iraq annunciato a metà dicembre
è invece finalmente in corso di stampa presso l´editore
Massari col titolo TEMPESTE SULL´IRAQ (pag. 176, al
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