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Discorso di insediamento di M. Rossetto, ministro della Riforma agraria del governo Lula (2/01/2003)


"LA RIFORMA AGRARIA NON E´ UN PROBLEMA, MA UNA SOLUZIONE"

Buona sera a tutti, saluti a sua eccellenza il ministro José Abrão, che lascia ora il ministero, e alla sua squadra. Intendo riconoscere qui pubblicamente la forma corretta e democratica con cui realizziamo questo processo di transizione. Un saluto al ministro delle Città, Olivio Dutra, che ci onora della sua presenza. Saluti a tutti/e i senatori e le senatrici che sono qui con noi. Un abbraccio forte alla senatrice Ana Júlia, del Pará, che collaborerà sicuramente, e molto, al lavoro che stiamo avviando a partire da questo momento. Saluti a tutti/e i/le deputati/e federali presenti, a quelli/e nazionali, ai prefetti, agli assessori che da tempo ci accompagnano in questa lunga traiettoria di lotta.
Saluti a tutti i rappresentanti del Consiglio nazionale di Sviluppo rurale e sostenibile presenti. Un saluto a tutte le direzioni contadine, a tutte le direzione dei lavoratori rurali. Un saluto molto rispettoso e molto forte ai dirigenti della Contag, del Mst, delle Federazioni dei lavoratori rurali della Cut, di tutte le organizzazioni che da tempo lottano e sostengono la speranza del popolo dei lavoratori delle campagne. Un saluto forte e rispettoso e un grazie per essere qui presenti. Un saluto a tutti i miei compagni e alle mie compagne che da tempo hanno collaborato a questa grande giornata di trasformazione del paese, a questa grandiosa giornata di costruzione di un paese con sempre maggiore giustizia sociale, democrazia, libertà. Un abbraccio affettuoso a tutta la mia famiglia qui presente. Voglio anche fare un cenno molto speciale alla mia amica Maria da Conceição Tavares, compagna, maestra, che mi ha un giorno permesso i chiamarla "Duchessa rossa".
Il paese ha compiuto la scelta del cambiamento. Come dice sempre il nostro presidente Lula, il paese sceglierà il cambiamento con un indirizzo rigorosamente chiaro. Il paese che tutti noi ci impegniamo a cambiare, un paese che ha lottato e continua a lottare per la trasformazione democratica di questo Stato, per riuscire a costruire un modello di sviluppo economico e sociale rispettoso di tutti, che garantisca i diritti civili fondamentali , ancora negati agli albori del XXI secolo a milioni e milioni di uomini e donne.
Il paese che cambia, si trasforma a partire da una ferrea volontà, dall´enorme determinazione di un popolo che vuole essere rispettato, vuol costruire un nuovo paese e trasformarlo in una nazione giusta, sovrana e democratica, che sappia rispettare tutti. Questo paese che vuole trasformarsi ha scelto un nuovo progetto di sviluppo economico, sociale e politico.
Sono orgogliosissimo per l´enorme fiducia concessami dal presidente Lula nominandomi ministro dello Sviluppo agricolo del paese. Tutti noi che componiamo la squadra di governo sappiamo di avere enormi responsabilità. Sappiamo quanto grandiosi siano i nostri compiti, se confrontati con l´enorme speranza, la resistenza e la storica e secolare lotta del popolo brasiliani.
Dobbiamo batterci per un paese che sia in grado di rispettare la cultura produttiva del nostro popolo, nelle sue varie articolazioni e differenziazioni regionali, che rappresentano il modello produttivo del paese. Ci impegniamo a potenziare e a stimolare la cultura associativa, cooperativa, tramite moderni strumenti di cooperazione in grado di stimolare l´autorganizzazione positiva dei nostri produttori e agricoltori.
Dobbiamo capire che gli uomini e le donne delle campagne, che producono i nostri beni alimentari, sono portatori di fondamentali diritti, diritti di civiltà. Nostro compito, compito del governo, è garantire che tutti/e abbiano diritto a un´abitazione dignitosa, alla saluta e a una scuola di qualità.; il diritto di accedere al valore essenziale e civile di imparare a leggere e a scrivere.; il diritto al tempo libero e quello di condividere con le proprie comunità un progetto di futuro democraticamente costruito a partire da cittadini protagonisti e artefici della propria storia.
La concezione per cui abbiamo la responsabilità e il dovere di estendere a tutte le famiglie questi fondamentali diritti e il dovere strategico di concretizzare un nuovo progetto di sviluppo nazionale articolato, in grado di creare lavoro, occupazione e reddito per tutti, ci porterà a dialogare con i milioni e milione di persone che hanno proprietà nelle campagne e che stanno sul punto di abbandonarle, avendo come unica prospettiva di futuro le grandi favelas e la violenza urbana.
Lavoreremo su questa impostazione strategica e in quest´ottica la riforma agraria nel paese si impone vasta e massiccia. Abbiamo sostenuto e intendiamo riaffermarlo: per noi che sosteniamo un progetto di sviluppo rispettoso del popolo, che trasformi democraticamente proprietà e reddito, costruisca una diversa prospettiva di un futuro non escludente, la riforma agraria non è un problema, ma è la soluzione per questo paese.ùLa riforma agraria, come indica il presidente Lula, sarà lo strumento per assicurare l´accesso alla terra per chi la lavora. Non solo per un motivo sociale, ma perché le campagne brasiliane producano di più e forniscano maggiore alimento per la mensa di tutti.
In forza dell´impegno di noi tutti, la campagna non può essere e non sarà uno spazio di violenza, uno spazio di morte; dovrà essere e sarà uno spazio di vita, uno spazio di gioia, uno spazio di futuro per i milioni e milioni di persone che vivono nelle campagne brasiliane.
Immaginare una riforma agraria in un paese che dispone di tante terre incolte e di tanta gente che vuole lavorare e produrre ci richiede la capacità di rispondere con determinazione, con politiche di emergenza e politiche strutturali, e in questo senso lavoreremo. Un lavoro che si articolerà a partire dalla collaborazione tra ministeri e che apparterrà all´intero governo. Una riforma agraria che non solo sia in grado di trasformare democraticamente l´accesso alla terra, ma offra a questi insediamenti, agli esclusi che vengono reinseriti e che recuperano il loro diritto alla terra, tutte le condizioni per produrre e disporre di una qualità della vita dignitosa. Se è importante riconoscere i dati relativi agli insediamenti, altrettanto lo sarà la qualità di questi e il rispetto dei/delle lavoratori/lavoratrici delle campagne.
Dobbiamo percorrere un lungo cammino, per consolidare gli insediamenti già esistenti e costruirne di nuovi. C´è una priorità, da tutti noi chiaramente individuata: sono le migliaia e migliaia di famiglie che vivono oggi in condizioni assolutamente precarie, a rischio, al bordo delle strade. E l´impegno che orienterà una politica di insediamento di carattere emergenziale e urgente sarà quello i garantire a queste famiglie un pezzo di terra decente e condizioni dignitose di sopravvivenza fin d´ora.
Noi tutti che dedichiamo una parte importante della nostra vita alla costruzione della democrazia nel nostro paese, noi che riconosciamo il valore di uno Stato democratico di diritto, che facciamo riferimento a un´idea forte di nazione, sappiamo che nessun paese si trasforma in una nazione forte, sovrana, se abbandona tanti e tante.
Non è possibile realizzare il compito e la missione che abbiamo se non abbiamo la capacità enorme, gigantesca, di reinserire l´intera popolazione agricola. Faremo la riforma agraria in forma positiva. Nostro impegno è il recupero del valore ambientale e positivo di un progetto di riforma agraria e di valorizzazione dell´agricoltura familiare. E realizzeremo questo impegno a partire da un largo appello alla mobilitazione sociale, dialogheremo con governatori, prefetti, con tutti i movimenti sociali, con tutti i settori della società brasiliana che si rendono conto e sono disposti a collaborare al grande processo di trasformazione civile del Brasile, in particolare delle nostre campagne.
Stiamo approfondendo la democrazia e stiamo svolgendo la missione di fornire basi materiali e sostanza al valore della democrazia stessa. Per questo, è sempre più importante darci un´idea di Repubblica. Costruiamo concezioni strategiche di rapporti della società civile con i governi e con lo Stato. Costruiamo i rapporti e le concezioni di autonomia, di indipendenza, che individuano e distinguono dinamiche politiche e movimenti sociali, governi e complesso degli organismi statali. E´ vero che i governi non devono essere tutelati dai movimenti sociali: ma se questo è vero, è vero anche non è compito di un governo all´interno di uno Stato democratico di diritto soffocare la capacità di mobilitazione dei movimenti sociali.
La democrazia che vogliamo, la Repubblica che abbiamo conquistato, gode della presenza popolare, gode, vive e si rafforza grazie alla cittadinanza attiva. La ricostruzione del paese ha alla base l´enorme capacità di mobilitazione, questa enorme capacità di guardare all´interno del Brasile, di dar vita ai più ampi e ai migliori spazi di partecipazione popolare e civica, di riconoscere costantemente che esistono nomi, volti, allegrie, tristezze e sofferenze; esiste un popolo che vuole essere e sarà rispettato da noi tutti.
Voglio rendere un omaggio particolare ai lavoratori, ai dipendenti del MdA [Ministero dell´Agrcoltura], ai dipendenti dell´Incra [Istituto nazionale di colonizzazione e riforma agraria]. Tutti voi verrete particolarmente rispettati dal nostro governo. Valorizzeremo, qualificheremo il lavoro e la dedizione che già state dimostrando. Sappiate soprattutto che l´Incra avrà il ruolo che gli spetta nella storia e continuerà ad essere lo strumento fondamentale della riforma agraria del paese.
C´è una grande speranza, volontà e capacità di mobilitazione che ci affascina, ci dà energia, e tutti siamo coscienti della natura grandiosa dei nostri compiti. Abbiamo la necessità di compiere salti in avanti. Il Brasile che fa il suo ingresso nel XXI secolo è un Brasile che deve lasciarsi definitivamente alle spalle i secoli XVIII e XIX, soprattutto per quanto riguarda le campagne del nostro paese.
Ci attende un arduo compito di ammodernamento fondiario, di ammodernamento agrario, di ammodernamento agricolo. Sappiamo tutti che è possibile. Rientra nella nostra strategia compiere insieme ogni sforzo per consolidare l´agricoltura familiare, da cui dipendono la nostra economia agricola, le esportazioni, l´imprenditoria. Il Brasile ha bisogno di produrre sempre più e di trovare un nuovo modo di valorizzare la nostra struttura, un modello agricolo ed agrario che rappresenta nelle nostre intenzioni lo strumento fondamentale per l´inserimento sociale.
Vorrei, infine, rendere omaggio a tutti i combattenti sociali del paese, a tutti coloro che nei momenti più difficili hanno sempre tenuto alta la bandiera della riforma agraria e di un modello agricolo decentrato e che vedono nell´agricoltura familiare lo spazio per l´affermazione di un progetto di sviluppo nazionale solidale, sostenibile e sovrano.
Che tutti noi, ciascuno con la propria responsabilità, siamo in grado di onorare l´enorme e legittima aspettativa del popolo brasiliano! Che tutti noi qui presenti, che tutti i lavoratori dell´Incra, del MdA e quanti hanno dedicato la propria vita all´idea generosa della riforma agraria e al nostro modello agricolo possiamo essere capaci di collaborare con tutte le nostre energie, con la nostra enorme capacità di lavoro, con tutti i nostri talenti, tutti i nostri impegni, con questa enorme responsabilità che il presidente Lula ha assunto a partire da ieri!
Che possiamo avere la capacità, l´energia, l´allegria e la disponibilità alla collaborazione, nel nostro ambito di lavoro, con grande slancio volontario democratico, civile, di trasformazione solidale che abbiamo cominciato a vivere a partire da ieri, a partire da quanto ci ha richiesto il presidente Lula.
Un grande abbraccio a tutti voi, un ringraziamento particolare per la vostra presenza qui, che ci infonde energia, ci affida responsabilità, ma ci offre anche fiducia e speranza che saremo capaci di tenere fede al nostro impegno.
Un ringraziamento molto affettuoso alla mia famiglia, a Malu, a Dudu, a Tomás, a Pedro e a Marina che stanno dormendo. Probabilmente il discorso è stato lungo e noioso, e hanno già sentito a casa le mie parole. Grazie, grazie all´intera squadra. Viva il nostro paese, viva il popolo delle campagne. Un abbraccio.

Miguel Rossetto ha l´appoggio del Movimento dei Sem Terra e promuove una Consulta sulla Riforma Agraria (da O globo. 3 gennaio 2003)

Il ministro per lo Sviluppo agricolo, Miguel Rossetto, ha annunciato che darà vita a una Consulta per conoscere il numero effettivo dei residenti nel paese. Secondo il ministro, la popolazione deve conoscere che cosa abbia fatto nel campo della riforma agraria il governo di Fernando Henrique Cardoso e la società ha diritto a un´informazione corretta. La Consulta porterà comunque avanti l´infrastrutturazione degli insediamenti. Parlando nel suo gabinetto dopo la riunione ministeriale di venerdì, Rossetto, esponente della sinistra del PT al governo, ha detto che i suoi atti avranno come obiettivo l´inserimento sociale, e ha affermato: "La riforma agraria non è un problema, è la soluzione"

Evandro Eboli - Che cosa pensa del documento del gruppo di lavoro di transizione sulla riforma agraria?
Rossetto - Debbo ancora fare un bilancio, con il necessario rigore, del complesso di quelle informazioni. Debbo verificare con le informazioni che ricevo dai vari Stati. Intendo soprattutto valutare le informazioni nelle aree di agricoltura familiare e riforma agraria.
D. - Quali sono le priorità nel suo ministero?
R. - La sfida e l´espansione di un modello che parta dall´agricoltura familiare, sulla base di una migliore distribuzione di reddito e proprietà. La sfida è quella di trasformare i 4,5 milioni di famiglie di piccoli proprietari nella base strategica dello sviluppo. C´è, da parte della popolazione delle campagne, una grande attesa di lavorare, di produrre. Dobbiamo superare le difficoltà brutali che esse affrontano e potenziare il settore, consentendo l´accesso al credito, all´assistenza tecnica e alla commercializzazione.  Dobbiamo affrontare la grande sfida di garantire l´accesso delle famiglie che non hanno terra e che vivono in condizioni di assoluta precarietà ai margini delle strade.
D. - Il governo Cardoso ha dichiarato di avere insediato 600.000 famiglie e fatto la riforma agraria migliore del mondo. Lei intende rivedere questi dati?
R. - Certamente. Intendiamo verificare le cifre. E´ importante che la popolazione sappia che cosa si è fatto. Dobbiamo disporre di dati solidi e la società brasiliana ha il diritto di disporre di una informazione corretta, democraticamente. Intendiamo rendere disponibili tutte le informazioni nel giro di 30 giorni. Naturalmente si utilizzeranno strumenti come la Consulta.
D. - Che obiettivo avrà?
R. - Sono i dati che ne usciranno quelli che orienteranno le nostre politiche pubbliche. La preoccupazione centrale è disporre di una informazione che ritragga la realtà. Questo organizza, dà valore di urgenza e priorità nella direttrice di lavoro. Cerchiamo un complesso di informazioni che ritragga nel modo più corretto possibile questa realtà. Non si tratta di una semplice discussione sul "si è fatto, non si è fatto". Cercheremo informazioni su tutti i progetti del ministero. Il numero dei residenti, le loro condizioni di vita, se hanno abitazione, energia elettrica, acqua, scuola, sanità, tempo libero e capacità produttiva. Oltre a progetti di credito rurale e credito fondiario.
D. - Il presidente Lula vuole che tutti i ministeri operino nell´attuazione del Programma "Fame zero". Lei come collaborerà?
R. - Riducendo la fame nelle campagne. Collaboreremo garantendo condizioni di inserimento sociale e di lavoro per chi vuole lavorare; creando le condizioni per una sopravvivenza dignitosa e produttiva. C´è uno spazio enorme di incremento della produzione a partire dall´agricoltura familiare. Si tratta di un balzo in avanti che potrà contribuire molto alla ricostruzione nazionale e alla lotta contro la fame. Non v´è dubbio che il popolo va rispettato e che ha grande voglia di lavorare. E produrrà alimenti di qualità per l´insieme della società brasiliana.
D. - Nel suo discorso di insediamento ha detto che il governo non verrà tutelato dai movimenti sociali e che non li soffocherà. Come sarà questo rapporto con i movimenti, specie con l´MST?
R. - Stabiliremo un rapporto di rispetto con tutti i movimenti contadini, si tratti dell´MST, di Contag o delle federazioni. C´è un sentire democratico della società. Dialogheremo con tutte le organizzazioni che presentano domande sulla terra, come i quilombos [schiavi fuggiti e rifugiatisi nelle foreste] o gli indigeni. Lavoreremo intensamente con questi movimenti. La nostra visione del mutamento consiste nella convinzione che la campagna debba cessare di costituire uno spazio di violenza e di morte per diventare spazio di vita e di pace, con giustizia e lavoro. Dobbiamo superare problemi fondiari secolari e assimilare un modo di sentire positivo. La riforma agraria non è un problema, ma una soluzione rispetto all´esclusione e alla necessità di ampliamento della produzione, e di miglioramento della sua qualità. Implica risorse per le comunità ed è un fattore di sviluppo.
D. - I principali dirigenti del MST hanno elogiato il suo discorso. Che significa avviare la sua gestione con l´appoggio dell´MST?
R. - Considero con piacere i giudizi espressi non solo dall´MST ma da tutti i dirigenti contadini.
D. -Che cosa pensa della misura provvisoria che ha escluso le terre occupate dal processo di riforma agraria?
R. - Ho richiesto una verifica di tutte le misure per sapere se siano o meno illegali. Verificherà, è entro un tempo adeguato caldeggeremo una presa di posizione del presidente Lula. Non ho la pretesa di incentrare il lavoro a partire da questo dibattito. Abbiamo una lunga agenda da affrontare, che comprende anche l´occupazione indebita di terre nel paese. Il progetto di riforma agraria e di agricoltura familiare è un progetto di interesse nazionale. Intendo adeguare la legislazione a partire da questo. Non voglio ancora esprimermi sulla Misura Provvisoria.
D. - L´MST chiede l´inclusione degli insediati e accampati in "Fame zero". Lei è d´accordo?
R. - Certo. L´idea di "Fame zero" è quella di articolare le capacità di mobilitazione nazionale per rispondere alla fame e, al tempo stesso, per creare le condizioni di un nuovo ciclo di sviluppo. Intendiamo creare una base per sostenere il progetto di sviluppo stabile.
D. - Visto che lei fa parte di Democrazia Socialista, l´ala radicale del PT, ritiene che la sua nomina sia stato un modo per moderare e inserire questo settore?
R. - Pensare una cosa del genere significa essere poco generoso nei confronti del presidente Lula, del PT e dei movimenti sociali. Devo ringraziare il presidente Lula per la fiducia dimostratami. Non si tratta di moderare o meno. Il governo è portatore di un programma di cambiamento. Il Brasile vuole cambiare.

Miguel Rossetto promuove un´ampia mobilitazione sociale per lo sviluppo della Riforma agraria
(da O Estrado de São Paulo, 3 gennaio 2003)

Il nuovo ministro promette una politica non violenta e favorevole alla mobilitazione sociale in favore della riforma agraria.
Il nuovo ministro dello Sviluppo agricolo, Miguel Rossetto, si è insediato ieri dicendo che non sarà tutelato dai movimenti sociali ma che non soffocherà neppure alcuna manifestazione in favore della Riforma agraria.
Vicegovernatore del Rio Grande do Sul negli ultimi quattro anni, quando il governo dello Stato di São Paulo fu accusato dai grandi proprietari agricoli di non essere intervenuto di fronte alle occupazioni del Movimento dei Sem Terra, Rossetto ha promesso una politica non violenta, facendo un ampio appello alla mobilitazione sociale per la riforma agraria.
"Abbiamo 4,5 milioni di famiglie contadine che vogliono lavorare e produrre". "Vogliamo realizzare la riforma agraria a un ritmo adeguato", ha sostenuto il nuovo ministro, promettendo priorità all´insediamento di 80.000 famiglie di sem-terra accampate in condizioni precarie in tutto il paese: "E´ vero che i governi non devono essere tutelati dai movimenti sociali, ma è anche vero che compito del governo non è soffocare questi movimenti".
Il discorso di Rossetto, unico esponente dell´ala sinistra del PT nel ministero del presidente Luiz Inácio da Siulva, è stato bene accolto dai dirigenti dell´MST presenti alla cerimonia di insediamento. Gilmar Mauro ha commentato: "Se il discorso del ministro venisse integralmente applicato, non avremmo più bisogno di occupare edifici pubblici, e si eviterebbero molti conflitti nelle campagne.
A prescindere dall´ottimismo dimostrato, l´esponente dell´MST ha detto che il movimento non si alimenta di discorsi e deve presentare entro breve la sua lista di rivendicazioni al nuovo ministro, quali l´insediamento immediato di 80.000 famiglie accampate in condizioni precarie in tutto il paese e la revisione delle misure autoritarie del precedente governo, ad esempio quella provvisoria che esclude dal programma di riforma agraria chi prende parte ad occupazioni e dissoda terre incolte per espropriarle.
Rossetto ha evitato i anticipare qualsiasi posizione su questo, dichiarando che deve compiere entro il prossimo mese una valutazione rigorosa di tutti i programmi e le misure adottate dal governo Cardoso, ma i suoi assessori informano che la Misura Provvisoria andrà rivista dopo adeguata discussione. Il ministro deve anche promuovere una profonda revisione dei programmi disponibili di credito fondiario e agricolo, inserendo due nuove attribuzioni: l´assistenza tecnica del Ministero dell´Agricoltura e l´infrastruttura idrica, dello Sviluppo Regionale.
Anche uno studio tecnico dell´Incra in fase di conclusione va utilizzato dal ministro per rivedere gli indici di valutazione della produttività o meno di una proprietà. Quelli attuali risalgono al 1973 e sono ormai superati dalle innovazioni tecnologiche, ma anche così essi suscitano polemiche fra gli imprenditori agricoli, specie del Sud del paese, dove le cifre sono più basse.
Rossetto ha reso pubblico ieri il nome del suo segretario esecutivo, l´economista Guilherme Cassel, suo ex capo di gabinetto nel governo federale, ma la squadra al completo non è ancora stata formata. L´indicazione del presidente dell´Incra si sta discutendo con Lula e l´obiettivo è che essa abbia l´avallo dei dirigenti dell´MST.
Il ministro ha promesso inoltre di recuperare il valore tradizionale dell´Incra e di trasformare l´agricoltura familiare in strumento non solo di giustizia sociale, ma di promozione di un ulteriore balzo in avanti della produzione agricola brasiliana.
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Segnaliamo anche la recensione di Angelo d´Orsi  al libro di Livio Maitan, uscita su "La Stampa" il 10/1/03)
La Sinistra raccontata da un "minoritario"

Il nome di Livio Maitan probabilmente non dice molto ad un pubblico ampio; ma si tratta di un "personaggio", nel senso buono, che con la sua esistenza - giunta ormai vicina agli Ottanta - ha segnato una buona fetta della storia della sinistra italiana, con le sue ansie di cambiamento, le infinite divisioni, le battaglie, le vittorie e le sconfitte. Perciò, raccontando la propria vita, Maitan ci narra la vicenda dei partiti, delle frazioni, delle correnti che dal '43-45 ad oggi hanno costituito la trama complessa, fino all'inestricabilità, di un'opposizione che quasi mai - tranne che in brevi momenti o a livello locale - è riuscita a diventare forza di governo. In particolare, Maitan rappresenta, per vocazione forse ancor prima che per convinzione, un "minoritario", uomo dalle scelte difficili, controcorrente, che non ha mai cercato facili "compatibilità" non solo con gli avversari politici, ma nemmeno con gli amici e i compagni. Questa è la sua forza e, inevitabilmente, la sua debolezza. Del resto, a dispetto della sua pluridecennale attività politica, Maitan non è e non è mai stato un politico di professione; è piuttosto un intellettuale, anzi, se vogliamo usare la categoria gramsciana, un intellettuale organico: organicamente legato al movimento operaio e specialmente a una sua fetta, quella che si richiama a Trotsky, che proprio Maitan ha fatto conoscere forse più di ogni altro. In nome di Trotsky Maitan ha combattuto battaglie in seno alla pattuglia dei socialisti rivoluzionari europei (centrale nell'asse ideologico del trotskismo è la dimensione europea e sovranazionale in genere), denunciando senza infingimenti i crimini dello stalinismo, le debolezze e le contraddizioni dei comunisti e socialisti che tardavano a "scoprirli". Emblematica la battaglia solitaria di Maitan e dei suoi volta a una presa di distanza dalla Cina di Mao, quando pressoché tutta la sinistra italiana ed europea era (o si dichiarava), almeno un po', maoista. Sfilano in queste pagine appassionate, anche se non sempre limpide, centinaia di protagonisti e di semplici gregari della lunga marcia di una sinistra rimasta ai margini del potere; Nenni e Togliatti, Berlinguer e Occhetto, Libertini e Garavini, il Gruppo del Manifesto, Lelio Basso e Vittorio Foa. Compaiono altresì diversi intellettuali "disorganici", da Calvino a Dario Fo; e decine di sigle di movimenti e partiti di quell'arcipelago tormentato e rissoso delle sinistre (plurali) italiane. Al punto che non sempre il lettore riesce a tenere in mano il bandolo di un'intricata matassa; c'è posto naturalmente anche per i transfughi, passati non solo da una sinistra estrema a una moderata, ma addirittura al "nemico". Ma tanto nella rievocazione del passato, quanto nell'analisi del presente Maitan - come riconosce Fausto Bertinotti, nell'Introduzione - non fa sconti a nessuno: compresa Rifondazione Comunista, cui Maitan è infine approdato, ma sempre su posizioni minoritarie, intransigenti, ferme su quelle che qualcuno potrebbe chiamare, storcendo il naso o con ammirazione, "questioni di principio".

(Lo stesso giorno è uscita una recensione allo stesso libro scritta da A. Illuminati su "il manifesto").
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Informazioni su prossime uscite librarie.
Diversi lettori di BaRoNews hanno chiesto dettagli sulla pubblicazione del libro di Gianni Rigacci sull´economia: non è ancora stato definito l´editore. Il libro di Antonio Moscato sull´Iraq annunciato a metà dicembre è invece finalmente in corso di stampa presso l´editore Massari col titolo TEMPESTE SULL´IRAQ (pag. 176, al prezzo di 8 €)

 

www.elcubanolibre.net