Circa
un milione di voti (in più) separa la prima
candidatura alle elezioni presidenziali della Ligue
Communiste Révolutionnaire da quella attuale. Il
primo candidato che la Ligue Communiste presentò alle
elezioni presidenziali, nel maggio-giugno
del 1969, era Alain Krivine, uno dei leader
dell’allora appena trascorso maggio francese, che
raccolse 240 mila voti. Olivier Besancenot,
l’attuale candidato della Ligue ne ha ottenuti
1.210.694, pari al 4,25%. Un dato che segna la
presenza di un percorso politico che dura nel tempo e
che premia la capacità di fare politica di questa
organizzazione della sinistra rivoluzionaria francese.
Una sinistra rivoluzionaria che in Francia porta il
segno, fin dagli anni Venti e Trenta, del cosiddetto
“trotskismo”, inteso come influenza di pensiero e
di elaborazione politica, legati all’opera e al
lavoro organizzativo di Trotsky e di tanti altri
militanti marxisti e comunisti che diedero vita
all’opposizione di sinistra allo stalinismo fino
alla costituzione della Quarta Internazionale nel
1938. Un percorso che sopravvive agli anni tremendi
dell’occupazione tedesca per riproporsi nel Secondo
dopoguerra con forme,
organizzazioni e pratiche politiche diverse.
La
Ligue Communiste, così si chiamava inizialmente,
nasce nella primavera del 1969 dalla fusione di due
organizzazioni già esistenti che si sciolgono: il
Parti Communiste Internationaliste (PCI), la sezione
francese della Quarta Internazionale e la Jeunesse
Communiste Révolutionnaire (JCR). Nei difficili anni
Cinquanta e nei primi anni Sessanta, i pochi marxisti
rivoluzionari del PCI avevano scelto di lavorare
dentro le organizzazioni di massa del movimento
operaio, partiti e sindacati, per evitare
l’isolamento e per stimolare una riflessione critica
volta a rafforzare le posizioni di sinistra presenti
in queste organizzazioni. Nei primi anni sessanta una
componente di sinistra era andata maturando dentro
l’organizzazione studentesca (Union des Etudiants
Communistes) legata al Partito Comunista Francese.
Espulsi dall’unione studentesca nel 1966, per le
loro posizioni giudicate troppo radicali e di
sinistra, i giovani che facevano parte di questa
componente diedero vita ad un’organizzazione
giovanile indipendente: la JCR, che raggruppava alcune
centinaia di militanti attivi e capaci di organizzare
mobilitazioni e manifestazioni contro la guerra
americana in Viet Nam. Il ’68 francese incrociò
quindi un’organizzazione giovanile dinamica,
propulsiva, decisamente favorevole, come si direbbe
oggi, alla contaminazione col movimento e, infatti, la
JCR, fu parte attiva della rivolta dando, secondo il
parere di Pierre Frank “il più prezioso contributo
del trotskismo al maggio 1968 in Francia” (Appunti
per una storia della Quarta Internazionale, Roma,
Samonà e Savelli, 1969, p. 138). In quei mesi la
crescita dei quadri e dei militanti fu notevole e
repentina, si passò da alcune centinaia a 1500. Messa
fuori legge, assieme ad altri gruppi rivoluzionari,
con un provvedimento repressivo, si fuse col PCI dando
vita alla Ligue Communiste che poi aderì alla Quarta
Internazionale, diventando la sezione nazionale più
numerosa. Il nome attuale, Ligue Communiste
Revolutionnaire (LCR), fu adottato nel 1975.
La
Ligue, che inizialmente aveva un radicamento
soprattutto studentesco (nei primissimi anni di vita
la consistenza operaia degli iscritti è pari al 30%),
rinnovava profondamente i quadri e i militanti del
“vecchio” movimento trotskista francese, dando,
negli anni seguenti, un contributo notevole alla
direzione della Quarta Internazionale. A partire dal
dicembre 1968 pubblicava il giornale Rouge,
oggi settimanale, redatto in uno stile molto militante
che puntava a mobilitare i lettori su obiettivi
precisi, dando ampio spazio alle rivendicazioni
operaie e studentesche di allora e dedicando molte
pagine ai problemi internazionali. La presa tra gli
strati giovanili della popolazione era abbastanza
rapida e le iniziative militanti che proponeva ebbero
un certo seguito negli anni Settanta. Fra tutte
ricordiamo la commemorazione del centenario della
Comune, organizzata dalla Ligue nel maggio del 1971
cui parteciparono secondo stime riportate dal
quotidiano Le
Monde, 40 mila persone.
L’organizzazione
cresce e si radica nel corso degli anni Settanta e
Ottanta e si sviluppa all’interno della crisi che
investe la sinistra dopo il crollo del muro di Berlino
e dell’URSS. Collocatasi all’opposizione del
governo della “sinistra plurale” di Jospin è
parte attiva dell’ondata di scioperi e mobilitazioni
che interessano la Francia nel 1995 che rappresentano,
secondo la LCR, una nuova radicalizzazione a sinistra
di forze giovani e anticapitaliste. Potenzialmente
migliaia di militanti dei partiti della sinistra
tradizionale, dei sindacati, delle varie associazioni
si sentono orfani di uno sbocco politico che sappia
offrire un’alternativa anticapitalista. In questo
contesto matura la decisione di presentarsi assieme a
Lutte Ouvrière alle elezioni europee del 1999. Una
presentazione che è premiata da quasi un milione di
suffragi pari al 5,2% dei voti e che permette di
eleggere cinque deputati all’europarlamento. I
sintomi di una radicalizzazione dell’elettorato a
sinistra sono riconfermati nella tornata di elezioni
amministrative della primavera del 2001. Quelle
elezioni, seppur parziali, rivelano già tutte le
difficoltà in cui versa il fronte della “sinistra
plurale” (socialisti, verdi, comunisti) che appoggia
il governo: aumentano le astensioni che puniscono
soprattutto quella sinistra e la mobilitazione attorno
alle liste governative è molto scarsa. Diverso invece
il risultato complessivo delle varie liste della
sinistra alternativa.
LCR, Lutte Ouvrière e altre liste alternative
raccolgono complessivamente il 10%, raggiungendo in
alcuni comuni il 14-15%. La LCR, dove si presenta con
proprie liste, con lo slogan “per una sinistra al
100%" supera il 5% dei consensi. Per chi aveva
voluto vedere e sapere il risultato elettorale delle
recenti elezioni presidenziali era già stato
annunciato. Quel 10% di cui abbiamo parlato prima è
oggi in parte già superato se si sommano le
percentuali ottenute dalla LCR (4,23%) e da Lutte
Ouvrière (5,72%), che ha presentato la sua candidata
“storica” Arlette Laguiller; ed ancora più netta
appare la progressione di voti confrontandoli col dato
delle europee del 1999.