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   Perchè l'ossessione di Cuba.
 
 • Un'analisi dagli Stati Uniti d'America.

 

Perchè l'ossessione di Cuba.

Un'analisi dagli Stati Uniti d'America.

di NOAM CHOMSKY


Negli anni '80, gli Usa intensificarono la loro guerra economica contro l'Avana e misero al bando i prodotti industriali contenenti anche la più piccola quantità di nichel cubano, una delle maggiori esportazioni del paese.

Forse coloro che non sono ancora affetti da una forma di Alzheimer's politico ricorderanno la direttiva emessa nell'aprile del 1988, dal Dipartimento del Tesoro americano che vietava l'importazione del caffè nicaraguense lavorato in paesi terzi se non era stato "sufficientemente trasformato da perdere la sua identità nicaraguense" - espressioni che , come fece notare un redattore del Boston Globe, ricordano il linguaggio del Terzo Reich.

Gli Stati Uniti proibirono persino ad una compagnia svedese di prodotti sanitari di fornire a Cuba una certa apparecchiatura perchè una delle componenti era fabbricata negli Usa.

Inoltre l'assistenza economica dell'ex Unione Sovietica è stata condizionata da Washington alla sospensione di ogni sostegno a Cuba. L'annuncio fatto da Gorbaciov sulla cancellazione dei programmi di aiuti all'Avana fu salutato con titoli a caratteri cubitali: "I sovietici rimuovono l'ostacolo che si frapponeva all'aiuto economico Usa", "il rapporto cubano-sovietico: fonte di irritazione per gli Usa da 31 anni", finalmente la grave offesa fattaci potrà essere cancellata.

All'inizio del 1991, gli Usa ricominciarono le manovre militari nei Caraibi che comprendevano, con tipica tattica intimidatoria, una invasione simulata di Cuba. Alla metà di quello stesso anno gli Stati Uniti inasprirono ancor più l'embargo riducendo tra l'altro l'entità delle rimesse che i cubani americani possono mandare ai loro parenti in patria.

Nell'aprile del 1992, in vista delle elezioni, il Presidente Bush (senior, ndr) vietò, inoltre, i porti Usa alle navi che facevano scalo a Cuba.

Nuove leggi proposte dai liberal del Congresso, cinicamente chiamate "Cuban Democratic Act", estendono l'embargo anche alle sussidiarie estere di società americane e consentono il sequestro, nel momento in cui entrano nelle acque territoriali statunitensi, delle navi da carico che hanno fatto scalo nell'isola caraibica.

La ferocia dell'odio verso l'indipendenza cubana è estrema, e varia di poco tra le varie sfumature del mondo politico ufficiale americano.

Del resto non vi è mai stato alcun tentativo per nascondere il fatto che la scomparsa del deterrente sovietico (come la fine di quello inglese un secolo prima), ed il declino dei rapporti economici del blocco orientale con Cuba, avrebbe facilitato il raggiungimento da parte di Washington dei suoi obiettivi di lungo periodo attraverso la guerra economica ed altri mezzi.

La sincerità è all'ordine del giorno: solo l'anti-americano più bieco, dopotutto, contesterebbe il nostro diritto di agire come vogliamo. Se per esempio scegliamo di invadere un Paese indifeso per catturare uno dei nostri agenti che ha disubbidito agli ordini, come Noriega, per poi processarlo per delitti commessi mentre era al nostro servizio, chi potrebbe dubitare della maestà del nostro sistema giuridico?

E' vero, in occasione dell'intervento a Panama, l'ONU espresse i suoi dubbi, ma il nostro veto mise fine a quel capriccio infantile. Persino la Corte suprema Usa, da allora, ci ha accordato il diritto di rapire sedicenti criminali all'estero per processarli negli Stati Uniti. Noi siamo immuni persino dalle remore che ebbe Adolf Hitler quando, nel 1937, restituì un emigrato tedesco, sequestrato dai banditi di Himmler in Svizzera, in seguito alle proteste di quel governo che si era appellato ai più elementari principi del diritto internazionale.

La storia cubana dimostra con grande chiarezza come la guerra fredda sia stata poco di più che un pretesto per occultare l'usuale rifiuto degli Usa ad accettare l'indipendenza dei Paesi del Terzo Mondo, qualunque fosse il loro orientamento ideologico.

Questa politica tradizionale non è mai stata contestata all'interno del sistema dominante. Anzi, le domande più ovvie sono considerate illegittime, se non impensabili.

Quindi possiamo prevedere che anche in futuro continueranno i soliti sforzi per far sì che il "frutto maturo" di Cuba o cada nelle mani dei suoi veri padroni, o sia colto con forza dall'albero.


NOAM CHOMSKY (autore di numerosi testi letterari, è costretto alla pubblicazione dei medesimi al di fuori del territorio statunitense, poichè considerato filo-comunista. Chomsky, pregevole linguista, è vicino alle correnti di pensiero socialiste ed anticapitaliste, per questo, come Cuba, è ritenuto un pericolo dal suo stesso Paese natale.)

 

"Se quest'ombre v'han noiato, dite (e tutto è rimediato) che, in un sonno pien di larve, tal visione qui v'apparve. Noi farem, scusati, ammenda".    ( W. Shakespeare )

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