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SABRA
e CHATILA.
Duemila
abitanti palestinesi e libanesi dei campi di Sabra e
Chatila, alla periferia di Beirut, vennero massacrati
dal 16 al 18 settembre del 1982 da miliziani delle forze
filo-israeliane, sotto la supervisione e con il sostegno
logistico dell'esercito di Tel Aviv (e del MOSTRO
SANGUINARIO ARIEL SHARON) che aveva occupato da
poche ore Beirut ovest. Pochi giorni prima le forze
multinazionali che avrebbero dovuto difendere i campi
profughi dopo la partenza da Beirut dei fedayin
palestinesi e far rispettare l'impegno israeliano a non
entrare nella parte occidentale della città assediata
dal giugno precedente, si erano prematuramente ritirate.
A diciannove anni di distanza non solamente nessuno ha
pagato ma le vittime dell'eccidio ancora non hanno
ricevuto una degna sepoltura. Di quasi mille corpi non
si è saputo più nulla. La più grande e nota delle
fosse comuni, situata all'ingresso del campo di Chatila,
a pochi passi dall'ambasciata del Kuwait, è ridotta ad
uno squallido campo polveroso nel quale vengono gettate
le immondizie di un vicino mercato e detriti di ogni
genere. Non una lapide, un segno che ricordi la presenza
delle fosse comuni, che inviti al loro rispetto. Per
questa ragione facciamo appello all'opinione pubblica
italiana e internazionale, agli uomini di cultura, alla
galassia delle Ong, ai politici, ai semplici cittadini,
perché chiedano alle autorità libanesi, con le quali
il nostro paese ha ottimi rapporti di cooperazione, che
venga resa giustizia alle vittime del massacro dando
loro una degna sepoltura. Che il loro sacrificio venga
ricordato con una lapide, un monumento, un segno che
aiuti a non dimenticare il dramma del popolo palestinese
ancora esule dalla propria terra.
"Per non dimenticare Sabra e Chatila"
Attualità
di un insulto alla vita e ai morti.
"L'assedio di Beirut, Sabra e
Chatila: di là dalla nebbia del tempo resiste la
memoria di quell'insulto alla vita. Un incubo, le fitte
che dà una vecchia ferita quando si fa sera e di colpo
piove e t'accorgi ch'è finita l'estate. E allora pensi
ai vivi e ami i morti rimasti laggiù. A Beirut".
Così scriveva Igor Man a dieci anni dalla strage del 16
settembre del 1982 nella quale, in una Beirut occupata
dall'esercito israeliano, vennero uccisi oltre 2.000
palestinesi (e tra di loro anche non pochi Libanesi)
colpevoli solo di essere stati cacciati dalla loro
terra, la Palestina alcuni decenni prima. Un massacro
per il quale, in un mondo dove si parla sempre di
crimini di guerra, nessuno ha pagato. Né degli
esecutori, come l'allora capo dei servizi delle Falangi,
Elie Hobeika che è stato fino a poco tempo fa ministro
del governo libanese, diventato ora fedele servitore di
Damasco come nell'82 lo era stato di Tel Aviv. Né dei
mandanti come Ariel Sharon, l'allora ministro
della difesa israeliano, che è di nuovo leader del
Likud e Primo Ministro del suo paese. O come il generale
Amos Yaron, che fece entrare i fangisti nei campi
"per ripulirli dei terroristi" e che li
sostenne logisticamente, illuminando con i bengala il
campo per tutta la notte, bloccando vecchi, donne e
bambini che tentavano la fuga e rimandandoli indietro
verso morte sicura. E che è stato nominato da Ehud
Barak direttore generale del ministero della difesa
israeliano. Tutti sembrano voler cancellare non solo
l'esistenza ma anche il ricordo dei profughi palestinesi
uccisi in quel caldo giorno di settembre del 1982. Tutti
transitano tranquillamente sull'autostrada che
dall'aeroporto di Beirut (tra l'altro in quelle zona
dovrebbe esserci secondo il giornalista inglese Robert
Fisk un'altra fossa comune) porta al centro della città
senza neppure gettare uno sguardo verso Chatila. Un
misero campo, nei pressi del nuovo gigantesco stadio,
dove vivono ammassati in condizioni sub-umane 18.000
palestinesi. E dove si trova la fossa comune con i corpi
di centinaia di vittime del massacro. Uno sterrato pieno
di immondizia. Per i palestinesi non c'è rispetto da
vivi. Ma neppure da morti. Del resto la Palestina non
era forse una terra senza popolo per un popolo senza
terra? E quindi quei tre milioni e mezzo di persone
ufficialmente non esistono. Ed ancora meno esistono i
350.000 profughi in Libano provenienti dalle fertili
terre della Galilea. Non esistono nel mondo e non
esistono al tavolo delle trattative nonostante la
risoluzione 194 stabilisca
il loro diritto a tornare nel proprio paese. In un
momento storico come quello attuale nel quale una guerra
devastante contro la Serbia è stata giustificata
proprio -nelle parole di Massimo D'Alema- "per
riportare i profughi alle loro case in condizioni di
sicurezza". E i palestinesi? Il mondo pensa
veramente che si possa arrivare alla pace ignorando la
loro esistenza? Il mondo pensa veramente che si possa
continuare a negare loro una casa, un lavoro e, nel caso
di Chatila, anche una degna sepoltura? Noi del manifesto
non lo pensiamo. E abbiamo deciso di batterci perché il
ricordo di quei morti non vada perduto. Che venga data
loro una degna sepoltura. E siamo stati sommersi di
lettere di sostegno. Una risposta che è anche una
speranza di giustizia. Se ognuno portasse a Chatila un
fiore nessuno potrebbe più ignorare quella fossa. Per
quanto ci riguarda il sedici settembre noi saremo li con
il "nostro fiore dall'odore del sangue ma anche del
gelsomino".
Per
non dimenticare Sabra e Chatila...
in
quanto il sangue dei palestinesi, come quello di
qualsiasi altro popolo, è rosso.
Rosso
come quello degli americani e degli israeliani!!!
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Duemila
abitanti palestinesi e libanesi dei campi di Sabra e Chatila,
alla periferia di Beirut, vennero massacrati dal 16 al 18
settembre del 1982 da miliziani delle forze filo-israeliane,
sotto la supervisione e con il sostegno logistico dell'esercito
di Tel Aviv che aveva occupato da poche ore Beirut ovest. Pochi
giorni prima le forze multinazionali che avrebbero dovuto
difendere i campi profughi dopo la partenza da Beirut dei
fedayin palestinesi e far rispettare l'impegno israeliano a non
entrare nella parte occidentale della città assediata dal
giugno precedente, si erano prematuramente ritirate. A
diciott'anni di distanza non solamente nessuno ha pagato ma le
vittime dell'eccidio ancora non hanno ricevuto una degna
sepoltura. Di quasi mille corpi non si è saputo più nulla. La
più grande e nota delle fosse comuni, situata all'ingresso del
campo di Chatila, a pochi passi dall'ambasciata del Kuwait, è
ridotta ad uno squallido campo polveroso nel quale vengono
gettate le immondizie di un vicino mercato e detriti di ogni
genere. Non una lapide, un segno che ricordi la presenza delle
fosse comuni, che inviti al loro rispetto. Per questa ragione
facciamo appello all'opinione pubblica italiana e
internazionale, agli uomini di cultura, alla galassia delle Ong,
ai politici, ai semplici cittadini, perché chiedano alle
autorità libanesi, con le quali il nostro paese ha ottimi
rapporti di cooperazione, che venga resa giustizia alle vittime
del massacro dando loro una degna sepoltura. Che il loro
sacrificio venga ricordato con una lapide, un monumento, un
segno che aiuti a non dimenticare il dramma del popolo
palestinese ancora esule dalla propria terra. A tal fine una
delegazione di parlamentari, uomini di cultura e rappresentanti
delle Ong si recherà a Beirut il 13 settembre in occasione del
prossimo anniversario della strage.
Il manifesto, Il comitato "Per non dimenticare Sabra e
Chatila"
Inviare le adesioni a: schiarin@ilmanifesto.it
Attualità
di un insulto alla vita e ai morti
Stefano Chiarini
(il manifesto 02 Settembre 2000)
Chatila,
memoria in piazza a Beirut
Stefano Chiarini
(il manifesto 17 Settembre 2000)
Hanno
firmato l'appello:
On. Giorgio Napolitano, Presidente Commissione Affari
Costituzionali del Parlamento europeo - Sen. Ersilia Salvato,
Vice-presidente del Senato - On. Achille Occhetto presidente
Commissione esteri della Camera - On. Lucio Manisco, Europ.
(Pdci) - On. Luisa Morgantini, Europ. (Prc) - On. Fausto
Bertinotti, Segretario Prc - On. Luigi Vinci Europ. (Prc) - On.
Giuseppe Di Lello, Europ. (Prc) - On. Carlo Leoni Responsabile
Giustizia Ds - On. Giuseppe Giulietti Resp. comunicazione Ds -
Sen. Giovanni Russo Spena (Prc) -On. Armando Cossutta, Pres.
Pdci -On. Oiviero Diliberto, Segr. Pdci - On. Pasqualina
Napoletano, Pres. gruppo Ds Parlamento Europeo - On. Vittorio
Sgarbi (Gruppo Misto) -On. Marco Pezzoni Capogruppo Ds Comm.
Esteri Cam. Dep. -Nicola Manca, Responsabile Rel. Int. Ds - On.
Vincenzo Vita, Sott.rioalle Comunicazioni - On. Fulvia Bandoli
(Ds) -On. Ramon Mantovani Resp. Est. Prc - On. Giorgio
Malentacchi (Prc) -On. Maria Celeste Nardini (Prc) - On. Walter
De Cesaris (Prc) - On. Franco Giordano Presidente Gruppo
Parlamentare (Prc) - Alfio Nicotra, Resp. settore
"Pace" Prc -On. Vito Leccese (Verdi) -On. Paolo Cento
(Verdi) - On. Mauro Paissan (Verdi) - On. Mario Brunetti (Pdci)
- On. Rino Piscitello (I Democratici)-On. Famiano Crucianelli
(Ds) -On. Mauro Palma (Ppi) - On. Alberto Simeone (An) - On.
Sandro Dal Mastro Delle Vedove (An) - On. Marisa Abbondanzieri,
Comm. Est. Cam. Dep. (Ds) - On. Marcello Basso Comm. Dif.
Cam.Dep. (Ds) -Gianfranco Brusasco, Resp. Medio Oriente Ds
-Alfiero Grandi, Sottosegretario alle Finanze - On. Luca Cangemi
(Prc) -Maria Lenti (Prc) - Tiziana Valpiana (Prc) - Ugo Boghetta
(Prc) - Giuliano Pisapia (Prc). Luca Cefisi, Dip. Pol. Int. Sdi.
Alessandra Mecozzi, Uff. Intern. Fiom Naz. -Mario Capanna -
Luciano Neri - Amnesty International, Sez. Italiana - Riccardo
Barenghi Direttore "Il Manifesto" - Nicola Zingaretti,
Segr. Fed. Romana DS - José Luis Rhi-Sausi, Dir. Es. Cespi
-Davide Riondino - Paolo Virzì - Carmen Llera Moravia - Ettore
Masina - Saverio Tutino- Giulietto Chiesa - Gianni Tognoni,
Presid. della Fondazione Internaz. "Lelio Basso" -Tom
Benettollo, Presid. Naz. Arci - Luciano Ardesi, Segr. Naz. Lega
Diritti dei popoli - Associazione "Un ponte per..." -
Pier Luigi Sullo "Carta" - Vauro Senesi -Giancarlo
Lannutti - Maurizio Mengoni - Riccardo Cristiano - Guido
Moltedo, Lucio Magri, "Rivista del Manifesto" - Aldo
Garzia, "Aprile" - Comitato Golfo -Associazione Guerre
& Pace - Associazione Assadakah - Vittorio Bellavite -
Manuela Palermi - Annalisa Mauro, Ifad - Andrea Amato, Pres.
Imed - Giuseppe Soriero, Resp. Naz. Festa dell'Unità - Bruno
Carchedi "Altra Europa" - Pino Sgobio (Pdci) -Tommaso
Di Francesco - Maurizio Matteuzzi -Giuliana Sgrena - Michele
Giorgio - Angela Pascucci, Le Monde Diplomatique/Italia - Silvia
Boba - Nico Perrone, Univ. di Bari - Giorgio Riolo, "Punto
Rosso" -Renzo Maffei, "Salaam Ragazzi dell'Olivo"
-Giampiero Rasimelli, Ong Arcs - Agostino Bistarelli, Arci -
Raffaella Bolini, Arci -Ass. di Amicizia Sardegna-Palestina -
"Salaam Ragazzi dell'Olivo", Comitato milanese - Piero
De Gennaro -Monica Morabito - Franco Ferioli, Chango - Raffaele
K. Salinari, Cocis - Anna Schiavoni, Cocis -Umiliana Grifoni,
Cospe, Firenze - Monica Mazzotti, coordinamento Gvc in Palestina
- Vincenzo Di Serio, coop Gcv, Palestina - Caterina Amicucci,
Segr. Naz. Sci - Luigi Anzellini (Pdci) - Gilberto Gilberti,
Univ. di Parma - Geremia Buonafede, Cgil Funzione Pubblica Lazio
- Fabrizio Ottavi, Cgil Funzione Pubblica, Lazio - Silvana
Matta, Cgil - Maurizio Cabona - Flavia Giorgi - Daria Morandini
- Massimo Greco - Guido Colombo -Pino Grillo - Alfonso De
Filippi - Carlo Fabrizio Carli - Fabio Gabrielli -Tommaso Staiti
di Cuddia - Mario Martone, Regista - Patrizio Esposito -Sirio
Conte, Giannina Dal Bosco, Davide Berruti - Farshid Nuray,
Assopace Nazionale - Sergio Finardi - Giorgio Stern e Letizia
Giustolisi Rondi, "Salaam Ragazzi dell'Olivo", Trieste
- Professori, studenti e infermieri del Gruppo Tenda
dell'Università Cattolica, Facoltà di Medicina, Roma -Comitato
G.Lazzati per la Costituzione - Tiziana Salmistraro Ass.
Orlando, Bologna - Sinistra Giovanile, Federazione di Modena -
Giuseppe Palmeri Direz. Prov. Com. Pol. Ds Genova - Gabriella
Severi
no, Univ. di Roma - Carlo Pona, Serv. Civ. Int. - Donne in Nero,
Milano - Prof. Antonio Moscato, Univ. di Lecce - Francesco Paolo
Bonadonna, Univ. di Pisa - Acea Onlus, Agenzia Stampa -
Retedigreen.com Portale sull'ambiente e sulla memoria - Ass.
Narni per la pace - Sergio Giulianati - Eugenio Pedone Lecce
-Carlo Petrini -Manlio Triggiani -Gianluca Savoini - Bruna
Miorelli (Radio Popolare) - Tiziana Boari -Sandro Provvisionato
(TG5) - Vera Baldini (TG4) -Anna Migotto (TG4) - Enzo Bianchi
-Francesco Andreini 100 Idee per la pace - Giovani Comunisti,
Barletta - Ivana Stefani, Cantieri Sociali Riuniti di
Alessandria - Tiziana Colombo - Tony Peratoner ReteRadie Resch -
Roberto Frey Coord. regionale Verdi Marche - Silvia Rossi
-Fiammetta Laconi -Stefano Gaeta - Massimo Lizzi - Franco e
Natalia Corradini, Vercurago (Lecce) - Ciro Pesacane -Giorgio
Forti e Annalucia Messina - Liliana Duca, Milano - Cristina
Cattafesta - Pinuccia Cardullo - Gaby Naef - Salvatore Talia -
Gabriella Grasso - Fulvio Carloni -Laura Trinchero - Susanne
Scheidt - Loredana Vigo - Paola Loi - Silvia Rossi - Bruno
Bonifacio -Nicoletta Rizzitelli - Nicola Melis - Redazione di
"Indipendenza" - Lino Zambrano, Aicos.
Adesioni internazionali: Noam Chomsky -Mem & Malcom Fox,
Adelaide (Australia) - Prof. Sonia Dayan Herzbrun, Sociologa,
Università Paris VII - Jamil Hilal, Palestina - Prof. Nassir
Aruri, University of Massachussets - Khalil Osman -Barbara E.
Harrel-Bond, American University in Cairo - Sue Turrell, GB -
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Organisation in Sakhnin - Dominique Vidal, Le Monde Diplomatique
- Francis A. Boyle, Professor of International Law, Champaine,
Illinois, Usa - R. Khatib - Virginia Lea, Vallejo (California) -
Hellen Siegel, Sirid Nolsoe - Tom Francis Ba, Centro per i
sopravvissuti alla tortura, Dallas, Usa - Mona Younis PhD, New
York - Bassam Marshoud - Murad Abu Khalaf - Davide Barsamian,
Direttore "Alternative Radio", Usa - George Yaghnam -
Nidal A.Barakat - Haitham Aranki, Arab Comm. Center Los Angeles
- Shehrazad Muzher -John Wheat Gibson - Leah Barnet -Noel J.
Saleh, Esq. Detroit (Usa) - Samah Abu Sharar -Dr. Jess Ghannam
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Huzien, Nina Huzien, Linda Huzien (Clifton, NJ Usa) -Faten
Hazin, Abdeen Hazin, Haboob Hazin (Totowa, NJ Usa) - Haleema
Hazin, Zeina Hazin, Sarah Hazin (Wayne, Nj Usa) - Omar Hazin,
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Halevi, Univ. di Sydney e di Grenoble -Yanis Varoufakis, Dipt.
Economia Università di Atene - Louis Haddad, Dipt. Economia
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"Ittijah" - Samia Shehadeh Nasser & Aboudi Nasser
- "Najdeh" Lebanese Ngo, Chatila - Christopher Sjuve,
Università di Oslo -Ghassan Bishara, Washington, Dc - Graham
Usher, Giornalista - Grace Said,Chevy Chase, Md-Usa - Sari
Abdallah -Elaine C. Hagopian, prof.emer. Sociologia, Boston -
Imad Shehadeh, Chicago, Ill. - Aracoeli Ortiz, sindacalista
Consejo Confederal delle CC.OO., Espana - Malika Ben Radi -
Nadia Shehadeh -Nihaya Qawasmi-Dugan, copresidente del
Palestinian Right to Return Committee Coalition, New York-NY -
Aisling Byrne, Londra - Rima AlAlamy - Abraham Weizfield, JPLO,
Montreal -Andrew Courtney, Al Awda, New York - Mustafa Hazin -
Elias Zureik, Università di Toronto - Rana Othman - Adele
Colantuono - Carla Benelli -Ciss, Gerico - Osama Hamdan,
Gerusalemme -Laurie King-Irani, Chester Town, Maryland, Usa -
Eyas Hmouz, Tennessee, Usa - Jennifer Loewenstein, School of
Business, University of Wisconsin, Madison - Jim Rissman -
Norman Finkelstein, Professore Hunter College, City University
of New York - Susan Abulhawa, Biologist, Yardley, Pa, Usa -
Salim Tamari, direttore dell'Istituto per gli studi di
Gerusalemme - Nahed Dirbass, giornalista, Haifa -Sahera Dirbass,
TV producer, Haifa - John Dixon, direttore del "Jerusalem
Quarterly File", Gerusalemme.
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